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Twirling realtà storica della vita sportiva gaggianese

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TWIRLING, REALTA' STORICA
DELLA VITA SPORTIVA GAGGIANESE
di Aurora Puccio

8 aprile 2015

Continua il viaggio di GaggianOnline tra le realtà sportive gaggianesi che oltre al Football Americano, al Taekwondo e altre discipline che saranno presto esplorate, ha il prestigio di ospitare il Twirling, da oltre 30 anni fiore all'occhiello di Gaggiano.
Alla guida tecnica della società sportiva gaggianese ci sono: la responsabile Germana Zanini coadiuvata dai tecnici Letizia Faccenda e Debora Moroni (a loro volta supportate dalle collaboratrici Claudia Borri, Elisa Colombo e Magica Facchino) intervistate per capire meglio questa disciplina a partire dalla sua storia.


Il Twirling trova le sue origini negli Stati Uniti dove nacquero le majorettes: danzatrici abili a maneggiare dei bastoni colorati, che unite alle bande musicali venivano utilizzate a scopo folkloristico. Parallelamente alla loro diffusione si è sviluppata una vera e propria disciplina ginnico-sportiva che oggi è divisa in due federazioni: la National Baton Twirling Association e la World Baton Twirling Federation, quest'ultima è riconosciuta dal Comitato Internazionale Olimpico.
Il nome della disciplina deriva dall'inglese “to twirl” che significa ruotare.



Germana Zanini
, un passato da agonista, atleta nazionale ha partecipato anche ad un europeo e ad un  mondiale, oggi è Allenatore Capo, il grado più altro tra gli istruttori, oltre ad essere anche giudice internazionale. Per quattro anni ha ricoperto anche il ruolo di Direttore Tecnico Nazionale.

GERMANA
Ciao Germana perché è bello il Twirling?

E' una disciplina di tipo tecnico-combinatorio meravigliosa molto complessa e allo stesso tempo affascinante perché unisce la parte acrobatica tipica della ginnastica artistica, alla parte ginnica  della ritmica con quella tecnica del maneggio del bastone da Twirling. Quindi bisogna avere delle doti  fisiche di base da sviluppare con lo studio sinergico tra danza e  ginnastica a cui affiancare la parte tecnica con il bastone. Quest'ultima consiste nel farlo ruotare tra le mani, su varie parti del corpo e facendogli trovare la sua massima espressione in volo.

A che età i bambini possono cominciare a praticarlo?
A partire dai 5 anni in su, i bambini, ricordiamo, sia maschi che femmine possono cominciare la pratica, infatti, si parte dalla sezione promozionale cioè il pre-agonismo e poi si procede per gradi fino ad arrivare all'agonismo dove la disciplina si suddivide in: Individualista, Duo, Team (da 5 a 9 elementi) e Gruppo (dai 10 elementi in su). La carriera di un’agonista finisce molto presto intorno ai 22 anni.
Attualmente si stanno svolgendo i campionati regionali di serie C in cui Gaggiano partecipa con il team cadetti e il team junior, rispettivamente in classifica come 3° e 4°.  Gli stessi team proprio in casa nostra il 19 Aprile, disputeranno la terza fase regionale con eventuale accesso alla fase nazionale.
Per la serie B, Gaggiano è in campo con un’individualista junior ed un team junior che alla loro prima gara hanno ottenuto entrambi il piazzamento migliore: 1° posto.
La serie A inizierà il suo percorso gare a fine marzo con la prima trasferta ad Anagni (FR) e Gaggiano presenterà un’individualista, un duo, un team.
Al di là del settore agonistico comunque è bene sapere che a tutti gli allievi viene garantito lo stesso diritto di essere seguiti nell'apprendimento della disciplina a prescindere se decideranno di fare gare oppure no perché agli inizi di un’attività sportiva quello che conta è la pratica di questo sport.

Che tipo di allenatore sei e come ti percepiscono le tue allieve?
Sono un’allenatrice molto esigente e a volte severa che pretende il meglio dalle proprie ragazze in ogni allenamento nonché in gara. Benchè ciò possa essere una difficoltà per alcune atlete ritengo sia doveroso da parte mia offrire tutta la mia competenza richiedendo loro la massima resa. Si tratta di agonismo e per alcune di agonismo di serie A. Non è più il tempo del gioco, ma dell’obiettivo da raggiungere nonché del gesto tecnico da presentare correttamente.  Non temo giudizi in questo perché so che può piacerere o no ed è anche normale che sia così, ma so anche che un giorno apprezzeranno questo lavoro svolto con queste modalità. E’ necessario rafforzare il carattere per essere agoniste e ciò tornerà loro utile nella vita.
Ci tengo a sottolineare che oltre agli allenatori sopraccitati collaborano con noi Claudia Borri, Elisa Colombo e Magica Facchino il cui supporto è importantissimo per la gestione delle allieve del settore promozionale e agonistico.

Letizia Faccenda, allenatore Capo ed ex atleta serie A ha fatto parte della nazionale italiana collezionando un primo ed un secondo posto con la squadra agli europei e Debora Moroni anch’essa con alle spalle un titolo italiano da individualista, entrambe curano sia la parte agonistica di serie C sia la parte promozionale della società.

GERMANA - LETIZIA
Come si svolge l'allenamento?

L’allenamento è diverso in base al settore di appartenenza: il promozionale si basa sempre sul gioco attraverso il quale facciamo lavorare i bambini sulla psicomotricità. All'inizio imparano a coordinare i movimenti e attraverso delle gare/gioco imparano a rispettarsi e ad aiutarsi tutti insieme, questi sono i presupposti per costruire una squadra. La preparazione per l’agonismo è tutt’altra cosa, le sedute di allenamento vanno strutturate in base agli obiettivi e risultati, livelli e tipologie di gare, etc.

LETIZIA
Cosa ti piace del tuo lavoro di allenatrice?

Mi piace contribuire alla loro crescita sia tecnica sia personale, quest’ultima basata sui valori, come il rispetto tra le compagne e il lavoro di squadra.. Vederle poi crescere negli anni e studiare per loro la coreografia che meglio si sposi con la loro personalità e abilità. Quando le vedo sbocciare e spiccare il volo sono felice per loro, soprattutto quando so che qualcuna può superare il limite tecnico che ho raggiunto io nella mia carriera agonistica e/o superare addirittura i miei risultati. Tutto ciò mi gratifica. Purtroppo bisogna fare i conti con la mancanza di strutture adeguate e anche il tempo da dedicare non è mai abbastanza. Lavoro, famiglia e impegni sono parecchi ed è necessario a volte fare delle scelte.

Secondo te la competizione dei bambini e diversa da quella degli adulti?
Sì è diversa perché i bambini  competono non per se stessi ma per fare vincere la propria squadra. Alla fine della gara si dà valore a chi vince ma subito dopo si sdrammatizza tutto ponendo l'attenzione su quanto tutti indistintamente siano stati bravi nell'aiutare la squadra ad arrivare al risultato. Mentre per gli adulti è diverso, specialmente nel nostro sport dove devi dimostrare tutto il tuo valore in appena un minuto e 30 secondi, la tensione delle allieve sale e quindi perdono questo aspetto giocoso, sentendo fortemente la competizione.

Incontriamo Debora, anche lei ex atleta di serie A, ha cominciato da poco la carriera di allenatrice ma ha già subito le idee chiare su che tipo di allenatore vuole essere per le sue allieve.

DEBORA
Ciao Debora, cosa rappresentano per te le tue allieve?

Per me sono molto importanti, sono come delle seconde figlie, per cui l'educazione riveste una fase fondamentale dell'allenamento. Lo sport è il mezzo migliore per trasferire dei sani valori, quindi durante l'ora che stanno con me faccio in modo di creare un area giocosa di divertimento perché alla fine sono lì per quello, ma allo stesso tempo faccio fare degli esercizi dove devono seguire delle regole.

Qual è il valore più importante secondo te che imparano con il Twirling?
Il rispetto. Non puoi far parte di un gruppo o gareggiare in squadra se non parti da questo valore. Il risultato di tutte dipende dalla disciplina del singolo per cui ritengo che sia alla base.

Che rapporto avete con i genitori?
Molto buono anche se alle volte risulta difficile gestirli perché molti vorrebbero portare avanti i loro figli e non si rendono conto che ci sono dei tempi tecnici da rispettare. Prima di tutto quello dell'atleta, ognuno ha i suoi ritmi e non è costruttivo forzarli e poi  perché si passa alle categorie superiori man mano che si sono acquisiti i fondamentali per gareggiare in quella categoria. Queste cose possono saperle solo i tecnici. Inoltre diventa per noi difficile gestire le  preoccupazioni e le ansie che hanno le atlete per la gara se arrivano alla prestazione già carichi emotivamente dalle aspettative dei loro genitori. Questo è il messaggio più difficile da far passare.

Quando invece ho chiesto a tutte e tre Cosa rappresenta il Twirling per te? Sembrava che il tempo si fosse fermato, un tempo infinitamente lungo che è durato paradossalmente un “attimo”.
Descrivere quell'attimo che è trascorso tra la fine della mia domanda e l'inizio dei ricordi che  cominciavo a vedere rincorrersi sul loro viso che si illuminava con un sorriso di nostalgia per i tempi andati, non è facile. Non occorreva ascoltare la risposta, mi è stato sufficiente osservare la commozione che il loro occhi comunicavano, pieni di amore e gratitudine per uno sport cosiddetto minore perché poco conosciuto ma che di minore  non ha niente e niente ha da invidiare a tutti gli altri. Ricordi belli ma anche brutti perché questa è la vita, perché la medaglia ha sempre due facce.

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