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Stefano Re

Articoli

GENTE DI GAGGIANO
Stefano Re, un gaggianese con la passione per la scrittura.


23 gennaio 2013

di Marco Costanzo

Classe 1972, gaggianese. La sua passione per la scrittura lo ha portato a pubblicare un libro di poesie e ad aprire un proprio blog nel quale pubblica i suoi scritti. L'ho incontrato alle scuole elementari (ha due bimbi della stessa età dei miei) e gli ho chiesto di parlarmi di sè.


Sono nato il 21 aprile 1972 a Milano.
Risiedo ad Abbiategrasso, anche se la maggior parte della mia vita l’ho passata prima a Gaggiano e poi a Vigano Certosino, e comunque più che Abbiatense mi sento Gaggianese.
Scrivo praticamente da sempre e prediligo la forma breve del racconto. Ho sempre creduto nella lettura, anche perché non credo a chi si ritiene poeta o scrittore, e non divora libri. Prima si studia, poi si scrive e ci si perfeziona.
Sono nell’antologia di Lietocolle: “Il corpo segreto”
Sono presente nell’antologia di racconti brevi: “Viaggiare con bisaccia & penna”, ed. Lietocolle.
Sono nell’antologia del premio “Verba Agrestia 2011 sempre edita Lietocolle.
Nel 2002 un mio testo: “Dall’origine alla sublimazione. Viaggio tra letteratura e Divina Commedia” viene rappresentato con la voce di Alessandro Sorrentino (premio Lauro Dantesco 2003) nell’abbazia di Morimondo e replicato a Chiaravalle.
Nel 2011 do alle stampe la mia prima silloge poetica “Per una Siloe privata” per i tipi Lietocolle, e il libro trova spazio sul Sole 24 Ore on line, quindi sul programma Fahrenheit di Radio Rai e quindi su Radio Circuito Marconi.
Organizzo serate letterarie e frequento centri letterari in tutta la provincia di Milano.

Quando ti sei appassionato alla scrittura?
Diciamo che la passione la custodisco da sempre, già a sei anni cercavo velleità letterarie, e da sempre ho cercato di scoprire i segreti che stanno dietro ad una buona scrittura. Ho avuto molto da mio zio, che mi correggeva racconti e mi insegnava le tecniche di scrittura, ma lo studio personale non è mai mancato.

Quando hai deciso di dedicarti alla scrittura "seriamente"?
Il 1998 è stato l'anno della svolta anche perché ho cominciato a frequentare dei circoli letterari milanesi che mi hanno aiutato a comprendere limiti e a migliorarmi. Ma la crescita deve esserci sempre, fermarsi ora significherebbe buttare via tutti questi anni di studio.

Perché prediligi la forma breve del racconto?
Preferisco la forma breve del racconto anche se per ora ho avuto più soddisfazioni dalla poesia. Credo che il raccontare sia nell'uomo fin dalle origini. L'uomo che narra affascina e sentire qualcuno che racconta ci affascina alla stessa maniera. E poi la brevità è sempre una sfida che ti obbliga alla perfezione e le sfide le trovo sempre interessanti.

Hai mai scritto o scriverai racconti ambientati a Gaggiano?
Scrissi un racconto dell'orrore ambientato a Gaggiano e oggi sto lavorando alla sua riscrittura. Scrivere di Gaggiano mi entusiasma, ma mi prende così emozionalmente (32 anni vissuti radicalmente nel territorio, incidono!) che poi diventa difficile essere razionali e distaccati dall'emotività.

Hai cercato tu un editore che pubblicasse il tuo libro o è capitato per caso?

Ho cercato io l'editore, anche perché avevo già rifiutato due contratti (di altri due editori) che non mi convincevano. Cercavo qualcuno che a fronte di un contributo, curasse la promozione e la diffusione del libro. Lietocolle mi ha soddisfatto pienamente. Ora dovrò cercarne un altro per un progetto che ho per la prosa. Vedremo.

Domenica 16 dicembre è andata in onda su Radio Circuito Marconi un'intervista a Stefano, fatta da Marco Casa (capo della sezione cultura della Radio) per presentare il libro "Per una Siloe privata" edito da Lietocolle. Chi volesse può ascoltarla in fondo alla pagina.   [mc]

Per chi volesse leggere i suoi scritti ed interagire con lui, il suo blog è:

nebbiaerisaie.wordpress.com


Di seguito una favola per bambini da lui scritta.

LA LIBELLULA E L’ALTALENA
di Stefano Re

Una libellula si posò sulla corda dell’altalena.
Senza dire nulla, si faceva dondolare avanti e indietro, sfruttando la spinta di una bambina che giocava da sola.
L’altalena che stava faticando nel sostenere la bambina, ebbe qualcosa da dire e lo disse alla libellula:
“Carissima, non ti sembra di esagerare?”
“A fare cosa” disse la libellula che non s’aspettava quel rimbrotto.
“Sto faticando con questa bambina e tu vieni ad appesantirmi?”
La libellula non disse nulla, anzi, restò ferma come per pensare.
“Levati!” disse con forza l’altalena.
La libellula si librò nell’aria e disse:
“Ma non ti piace andare avanti e indietro facendo divertire la bambina?”
“Sì” rispose l’altalena. “Certo che mi piace, sono qui per questo, ma non sopporto che sia tu ad appesantirmi”
“Ma sai che peso poco?”
“Certo, ma quanto basta per infastidirmi” aggiunse l’altalena.
Così la libellula rispose:
“Mia mamma dice sempre di non lamentarmi per quello che faccio, perché quello che faccio è quello per cui ci sono.”
L’altalena la scacciò in malo modo e la libellula si allontanò. La bambina, accortasi della libellula, cominciò a seguirla e la seguì fino a scordarsi dell’altalena.


 

Audio intervista Radio Circuito Marconi.

 
 
 
 
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